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  • Seminario permanente con l’Istituto Italiano di Studi Germanici

    Pubblicato il:

    Il gruppo New Humanities ha attivato una convenzione con l’Istituto Italiano di Studi Germanici per costituire un Seminario permanente. Oltre all’organizzazione di incontri di studio, il Seminario promuoverà una collana che accoglierà contributi particolarmente significativi dedicati alle New Humanities. I volumi saranno pubblicati in forma cartacea per i tipi dell’Istituto Italiano di Studi Germanici e resi disponibili in forma digitale su una sezione di questo sito, che verrà appositamente creata. È già in corso di stampa il volume L’identità personale, a cura di Massimo Marraffa, con contributi di Marco Piazza, Cristina Merini, Massimiliano Napoli, Rossella Guerini e Massimo Marraffa, Giulia Piredda.

  • Testo e tecnologia

    Pubblicato il:

    Giovedì 12 Marzo – alle ore 15.00

    Aula Elio Matassi (ex saletta linguistica),

    Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo – Università Roma Tre

    Linguaggi di programmazione, linguaggi standard e letteratura:

    testualità a confronto.

    È ormai assodato che le tecnologie digitali abbiamo cambiato profondamente l’impianto generale di trasmissione e di produzione del sapere. Questo cambiamento coinvolge anche il processo di analisi del testo e di edizione, che va ripensato in questo nuovo contesto.  L’intervento offrirà un quadro delle metodologie e dei canoni presi in considerazione durante il processo di creazione e pubblicazione di un’edizione digitale. In particolare, ci concentreremo sul concetto di testualità digitale come realizzazione epistemica di “eventi testuali” interconessi all’interno di un sistema strutturato e organizzato ipertestualmente e le modalità di ricezione e lettura di edizioni e artefatti digitali. Uno dei primi effetti di una simile analisi è proprio la trasformazione profonda delle nostre nozioni di testualità e di scrittura. Pertanto, si darà rilievo in primo luogo al concetto di testo digitale come insieme di linguaggi e metalinguaggi che appartengono e fanno da tramite tra le annotazioni e ciò che poi sarà il testo compiuto, come risultato finale.  Per concludere, si metteranno a confronto diversi progetti ed edizioni digitali, facendo attenzione all’insieme degli strumenti, dei linguaggi standard e di programmazione e delle attività relative allo sviluppo di ambienti digitali e dei programmi utilizzati e come questi possano veicolare modelli culturali e di genere.

    Ne discutono Domenico Fiormonte, Tiziana Mancinelli, Teresa Numerico.

  • Prima pubblicazione New Humanities

    Pubblicato il:

    Il gruppo di ricerca New Humanities è orgoglioso di annunciare la sua prima pubblicazione online dell’articolo scritto collettivamente. Nel testo la discussione si è concentrata su cinque casi di studio interconessi ed emersi nel lavoro portato avanti dal gruppo di ricerca, composto da scienziati e umanisti, nei 18 mesi precedenti.

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Seminari

  • Seminario permanente con l’Istituto Italiano di Studi Germanici

    Pubblicato il:

    Il gruppo New Humanities ha attivato una convenzione con l’Istituto Italiano di Studi Germanici per costituire un Seminario permanente. Oltre all’organizzazione di incontri di studio, il Seminario promuoverà una collana che accoglierà contributi particolarmente significativi dedicati alle New Humanities. I volumi saranno pubblicati in forma cartacea per i tipi dell’Istituto Italiano di Studi Germanici e resi disponibili in forma digitale su una sezione di questo sito, che verrà appositamente creata. È già in corso di stampa il volume L’identità personale, a cura di Massimo Marraffa, con contributi di Marco Piazza, Cristina Merini, Massimiliano Napoli, Rossella Guerini e Massimo Marraffa, Giulia Piredda.

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  • Testo e tecnologia

    Pubblicato il:

    Giovedì 12 Marzo – alle ore 15.00

    Aula Elio Matassi (ex saletta linguistica),

    Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo – Università Roma Tre

    Linguaggi di programmazione, linguaggi standard e letteratura:

    testualità a confronto.

    È ormai assodato che le tecnologie digitali abbiamo cambiato profondamente l’impianto generale di trasmissione e di produzione del sapere. Questo cambiamento coinvolge anche il processo di analisi del testo e di edizione, che va ripensato in questo nuovo contesto.  L’intervento offrirà un quadro delle metodologie e dei canoni presi in considerazione durante il processo di creazione e pubblicazione di un’edizione digitale. In particolare, ci concentreremo sul concetto di testualità digitale come realizzazione epistemica di “eventi testuali” interconessi all’interno di un sistema strutturato e organizzato ipertestualmente e le modalità di ricezione e lettura di edizioni e artefatti digitali. Uno dei primi effetti di una simile analisi è proprio la trasformazione profonda delle nostre nozioni di testualità e di scrittura. Pertanto, si darà rilievo in primo luogo al concetto di testo digitale come insieme di linguaggi e metalinguaggi che appartengono e fanno da tramite tra le annotazioni e ciò che poi sarà il testo compiuto, come risultato finale.  Per concludere, si metteranno a confronto diversi progetti ed edizioni digitali, facendo attenzione all’insieme degli strumenti, dei linguaggi standard e di programmazione e delle attività relative allo sviluppo di ambienti digitali e dei programmi utilizzati e come questi possano veicolare modelli culturali e di genere.

    Ne discutono Domenico Fiormonte, Tiziana Mancinelli, Teresa Numerico.

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  • 20 Novembre 2013: Memoria: matematica, informatica, letteratura

    Pubblicato il:

    Mercoledì 20 novembre 2013, ore 10

    Sala “Ignazio Ambrogio” – via del Valco di S. Paolo 19

    Università Roma Tre / Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere

    La memoria non è soltanto facoltà fondamentale per la costruzione della conoscenza e, dunque, per la riproduzione del vivente. E’ anche tante altre cose differenti: diversi sono i suoi significati, i suoi luoghi, i suoi media, le sue pratiche; diverse, quindi, sono le tecniche per studiare i modi in cui si manifesta e agisce nei vari ambiti del sapere, ma anche gli usi politici che se ne fanno. Ci appare allora cruciale lavorare per un’analisi critica delle interdipendenze tra le varie memorie, in particolare tra le memorie esterne e quelle soggettive, tra gli strumenti di archiviazione e le tecniche di costruzione del sé, tra la molteplicità dei contesti e la scoperta delle invarianze.

    Ne discuteranno Giuseppe Longo, Teresa Numerico e Francesco Fiorentino.

    Giuseppe Longo:  “Memoria e costruzione del senso in matematica”

    La matematica è una scienza degli invarianti e delle trasformazioni che preservano l’invariante. La memoria, in quanto componente essenziale dell’anticipazione, costituisce gli invarianti dell’azione. L’anticipazione estrae l’invariante della memoria da un contesto mutevole, avendo come obiettivo l’azione successiva. Un tale significato contestuale fonda le costruzioni concettuali della matematica  non nell’isolamento rispetto ad altre forme di conoscenza, ma attribuendo alle prime una stabilità massima, pratica e storica. Il riconoscimento della invarianza delle strutture matematiche nella fluidità dei processi ha dunque un carattere mitopoietico. Mito e matematica risultano così associabili in quanto capaci di mettere in relazione il nostro stare nel mondo (fisico) e la nostra comunità umana di comunicazione.

    Teresa Numerico:  “Per una genealogia della memoria digitale”

    Tra la memoria digitale e la memoria umana esiste una differenza enorme e una relazione complessa. Quella personale è associativa e ricostruttiva, immaginaria, sempre attiva e dinamica. Niente di più lontano dalla rigidità della memoria elettronica, che conserva ogni bit in una mappatura precisa e imperscrutabile. In fondo si tratta di due dispositivi che hanno in comune poco più che il nome. Il termine “memoria” ci appare allora come una intricata nuvola semantica che nel suo continuo riorganizzarsi retroagisce sulla nostra capacità di percepire e organizzare la nostra capacità di ricordare. Archivi pubblici e privati, tracce personali e collettive si attivano in un andirivieni di rimandi che trasforma la nostra relazione con noi stessi e con le nostre macchine della memoria.

    Francesco Fiorentino: “Memorie della letteratura”

    La scrittura – lamentava già il Fedro di Platone – comporta l’affievolirsi della memoria individuale, poiché ha bisogno del passaggio dalla singolarità alla tipicità. Eppure la scrittura ha prodotto al suo interno uno spazio in cui la singolarità si conserva dentro il tipico, in cui la mobilità della memoria individuale si conserva dentro la fissità del testo scritto trascendendola. Questo luogo è la letteratura. Già Platone formulava la sua critica alla scrittura in un testo scritto, sfruttava la vocazione intertestuale del discorso letterario per superare la fissità degli hypomnemata e far funzionare il testo come stimolo di un’esperienza anamnestica di lettura. La scrittura diventa un medium di rammemorazione singolare della singolarità. Ma è un discorso che può valore per ogni medium della memoria.

    Giuseppe Longo, directeur de recherche, affiliato al CNRS e all’École normale supérieure, logico matematico di formazione ha esteso i suoi interessi interdisciplinari alla filosofia della matematica della biologia e delle scienze cognitive. Il suo gruppo di ricerca “Complexité et information morphologiques” (CIM) si occupa di problemi fondazionali all’interfaccia tra matematica fisica e biologia.

    http://www.di.ens.fr/~longo/

    Teresa Numerico, ricercatrice in logica e filosofia della scienza all’università di Roma Tre dove insegna storia della logica e dell’informatica e epistemologia dei nuovi media. Tra le sue pubblicazioni: Alan Turing e l’intelligenza delle macchine (FrancoAngeli, 2005) e un libro sui motori di ricerca Web dragons (con I. Witten e M. Gori, Morgan Kaufmann, 2007) e L’umanista digitale (con D. Fiormonte e F. Tomasi, il Mulino, 2010). I suoi interessi di ricerca variano dalla filosofia dell’informatica, all’informatica sociale, dall’etica alla politica delle tecnologie della comunicazione.

    Francesco Fiorentino insegna letteratura tedesca all’Università Roma Tre. Si occupa soprattutto di letteratura e teatro tedesco del Novecento, nonché di questioni riguardanti gli studi culturali e la teoria letteraria.

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